 | Wingsuit flying Icaro non è una leggenda Questa è la presentazione di uno sport che ha cambiato la dinamica dell'essere umano, definito un tempo "animale da terra".
Guardando il passato per l'uomo era impossibile volare perchè, paragonato agli esseri viventi simili alla sua specie, non aveva le caratteristiche di un uccello.
L'evoluzione ha voluto che l'uomo sviluppasse strumenti adatti per farlo arrivare a degli obbietti mai raggiunti.
Magari, per imitare un animale d'acqua inventò il nuoto, chi lo sa! Comunque voleva volare e ci riuscì!
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Uno dei primi personaggi a livello mondiale fu Patrick De Gayardon (nasce a Oulins, vicino Parigi, il 23 gennaio 1960) che, a 20 anni, debutta nel paracadutismo sportivo.
Dal 1980 fino al 1997 dedica la sua vita a sport estremi e sfide personali che lo riconoscono in tutto il mondo come il migliore in base jump, caduta libera (ne è campione di Francia nel 1985 e nel 1988), e skysurf.
Dal 1997 Patrick De Gayardon dedica tutto il suo tempo al progetto "Wing Fight" per lo studio, la messa a punto e la sperimentazione di una tuta alare, di sua invenzione.
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Nei tre anni precedenti aveva studiato il volo di una singolare specie di scoiattoli del Madagascar, i quali muniti di una sottile membrana che collega gli arti anteriori, quelli posteriori e la coda, planano da un albero all'altro.
I primi prototipi della tuta risalgono al 1994 e i primi esperimenti al 1996. La particolare tuta è dotata di tre superfici alari cucite direttamente al corpo della tuta stessa, per riempire lo spazio che si crea tra le braccia, il corpo e le gambe allargate; formata da una doppia membrana, questa si gonfia durante la caduta creando un effetto portante.
Con questa tuta alare la velocità di spostamento orizzontale della caduta libera è di
140/150 chilometri orari. La velocità massima è
180 km/h; la velocità verticale di
90 km/h. Con un piano di caduta di 35 gradi e con un corpo inclinato in avanti di 20-25 gradi, si ottiene che lo spostamento orizzontale è maggiore di quello verticale.
Le prove di Patrick De Gayardon hanno portato a risultati impensabili: lanciandosi da
4000 metri è riuscito a spostarsi orizzontalmente di 6 chilometri, in poco più di due minuti: l'avanzamento orizzontale è pertanto molto di più di quello verticale. In definitiva si può parlare di volo planare, e in estrema sintesi della capacità per l'uomo di volare. Con questa impresa Patrick De Gayardon diventava l'uomo capace di rendere viva la leggenda di Icaro.
Con il volo planato, intuito, studiato e sperimentato personalmente, è stato poi capace, durante una caduta libera senza paracadute, di rientrare nello stesso aereo da cui, chilometri più in alto si era lanciato. Così come gli scoiattoli malgasci si lanciano da un albero atterrando su di un altro dopo un volo, così Patrick De Gayardon si è lanciato con la sola tuta, mentre l'aereo volava con il suo stesso angolo di discesa; e il francese si è prima avvicinato al velivolo, poi vi è rientrato.
E' lunedì
13 aprile 1998, quando durante un lancio di allenamento, nel meccanismo di apertura del paracadute applicato alla tuta, compare un problema: Patrick De Gayardon muore tragicamente.
Si perde così un' icona mondiale di questa specialità.
Sotto, theOzoneTelevision mostra le imprese compiute dal
teamOzone. Godetevelo.
Fonte:
theOzone.tv